giovedì 8 novembre 2007

Lei è un paziente che non ha pazienza!!!

Chi non ricorda la scena in cui Totò, nei panni del Prof. Carlo di Torrealta, chirurgo di fama, tenta di operare un malcapitato paziente, rimproverandolo perchè, a suo dire, era un paziente senza pazienza?
Sappiamo bene che gli "utenti" della sanità, soprattutto quando si rivolgono alle strutture pubbliche, di pazienza ne devono avere molta. Ma può mai accadere che degenti, già preparati per la sala operatoria, vengono fatti rivestire e spediti a casa, perchè...non ci sono gli anestesisti? Ebbene sì,è accaduto ieri all'Ospedale "Fiorini" di Terracina, ennesimo caso di malasanità. E la cosa veramente assurda è che, con questi episodi di pessima gestione delle cose pubbliche, deve confrontarsi chi già soffre a causa delle malattie.

La colpa non è dei rumeni...


I rumeni sono diventati un'icona della delinquenza, clandestini per antonomasia, e, come spesso capita quando si fa di tutt'erba un fascio, stanno prendendo colpe che non hanno. Perchè è indubbio che se in Italia la politica dell'immigrazione e quella della sicurezza sono così disastrose, a colpa non è di certo dei conterranei di Ceausescu, ma soltanto di questo "stato di pulcinella" in cui ci troviamo a vivere, permissivo perchè non ha la forza di attuare una politica vera, sempre alle prese con tagli e disinvestimenti, lacerato dagli sprechi, gestito da dilettanti.
Chiunque è entrato in un Tribunale italiano ha avuto modo di vedere come si amministra la giustizia, la "culla dei diritti" di diceva, culla dei "dritti" in realtà. E' forse colpa dei rumeni se chiunque in Italia (in primis gli stessi italiani) fanno ciò che vogliono, caplestando le leggi e il rispetto degli altri? E' imputabile a loro se la Polizia non ha la benzina per mettere in moto le autovetture? E' forse colpa dei rumeni se nei Tribunale non ci sono cancellieri, operatori, magistrati? E' colpa dei rumeni sei i Giudici di Pace annullano il 90 % dei provvedimenti di espulsione per motivi allucinanti, perchè per esempio non sono redatti esattamente nella lingua del clandestino (un nigeriano ha visto annullato il proprio provvedimento di espulsione perchè non redatto in dialetto "edu"...uno dei 106 dialetti parlati in nigeria)? E' colpa dei rumeni se ci sono condannati a 7 anni di reclusione per violenza sessuale e sequestro di persona, ma hanno fatto solo 2 giorni (dico 2 giorni) di prigione e se ne vanno bellamente in giro per l'Italia? E così potremmo continuare per giorni...
La realtà è un'altra! Amato potrà fare tutti i decreti demagocici che vuole, possiamo pure passare la vita a rimatriare rumeni, ma se non si inizia a riformare lo Stato IN TUTTE LE SUE COMPETENZE (perchè non ce n'è una che funziona) non se ne viene fuori. E la cosa drammatica è che i nostri politici non solo hanno poca voglia di riforme, ma credo che non siano nemmeno lontanamente capaci di metterle in cantiere. Che ne pensate?

martedì 6 novembre 2007

Comunismo a quattro ruote.


Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto...se l'automobilista non riesce a far andare adagio la proprioa vettura, l'autovettura andrà adagio da sè.
Il Ministro dei Trasporti Bianchi si è detto favorevole ad una limitazione della velocità preimpostata dalle fabbriche di auto. In sostanza, già dalla casa automobilistica, la vettura uscirebbe con un limite di velocità non modificabile. Togliendo all'automobilista il gusto all'autodeterminazione, si eviterebbero incidenti...e tutto ciò a costo zero per lo Stato!
Ci pensate? Una Ferrari che non supera i 120 km orari...oppure un Tuareg che viaggia in autostrada appaiato con una Panda...e se poi princìpi del genere vengono esportati dalle strade ad altri campi, sai che figata! Si potrebbero preimpostare molte cose, per legge, preimpostare tutto...mettere un tetto massimo alle passeggiate che uno può fare, così non rischia di essere investito....o magari produrre telefoni cellulari che funzionano per non più di due ore al giorno, così si evitano i danni cerebrali delle onde radio...o magari inventare delle sigarette che dopo due tirate si disintegrano...così si salva la vita a un sacco di gente. Sì sì...è proprio un'idea: togliere di mezzo l'inutile autodeterminazione delle stupidissime persone....
E con questa grandiosa idea del Ministro, come accadeva per i porcellini di Orwell, potremo dire che tutte le auto sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre....
Che ne pensate???

lunedì 5 novembre 2007

Travaglio, "l'oculista" di Di Pietro...


In una lettera inviata a Marco Travaglio, pubblicata sull'Unità, il Ministro Di Pietro fa un clamoroso mea culpa, ammettendo che, grazie al giornalista che gli avrebbe "aperto gli occhi", ha capito di aver sbagliato nella votazione contro la commissione di inchista sui fatti del G8.
L'errore sarebbe stato non tanto per aver sbagliato le valutazioni di merito che hanno condotto alla votazione (almeno questo sembra di capirsi dalla risposta del Ministro), ma per il fatto che lui e il suo partito si sono "ritrovati di fatto allineati sulle stesse posizioni del partito di Berlusconi e di quello di Mastella". C'è da restare basiti!!!
E' sempe bello vedere che qualcuno ha l'umiltà di riconoscere di aver commesso errori, indipendentemente dal merito delle questioni. Al contempo, però, pur consapevoli della difficoltà dell'argomento in questione, si dovrà convenire che le votazioni parlamentari sono cosa troppo seria per essere prese con tale cuor leggero, da venire, poco tempo dopo averle difese, pubblicamente sconfessate. E sconfessate non per la sostanza, ma solo in relazione alla scelta dei "compagni di viaggio"!!! In sintesi sembra affermarsi che punto fermo delle votazioni parlamentari non devono essere le convinzioni politiche, bensì il colore (e i volti) dei compagni di percorso. Mha...
Non sappiamo cosa abbia detto Travaglio (ma possiamo immaginarlo), né se oltre a convincere Di Pietro abbia convinto anche gli altri parlamentari dell'Italia dei Valori, i cui giudizi sul "dietrofront" ci piacerebbe sentire. Al contempo, abbiamo ancora una volta la prova evidente dell'inadeguatezza del Ministro delle Infrastrutture e dell'intera forza politica che a lui fa riferimento.
Per evitare le polemiche e tutte queste inutili storie ci viene in mente un suggerimento per l'ex PM: creare un filo diretto con Travaglio, così da poterlo interpellare prima di ogni votazione...tanto ormai la politica non si fa più in parlamento ma negli studi televisivi!

sabato 3 novembre 2007

Allarme della stampa rumena!!!



Sappiamo bene che tutto questo tran tran mediatico sui rimpatri dei rumeni è l'ennesimo fumo negli occhi, l'ennesima trovata mediatica, volta non solo a tentare di far vivacchiare questo governo, ma anche, e soprattutto, a non pregiudicare ulteriormente il futuro candidato alla guida del centrosinistra, Walterino.
Gli stranieri però, non avvezzi alle cose politiche italiane, ci prendono sul serio.
E i giornali rumeni lanciano l'allarme: "occhio, tornano i cattivi dall'Italia".
Secondo loro, a seguito dei rimpatri dall'Italia (se veramente ce ne saranno in numero consistente, ciò che ci sembra davvero improbabile), la Romania deve aspettarsi un' ondata di delinquenza.
Ora, cercando di non generalizzare, consapevole che il problema immigrazione è più ampio di quello legato alle recenti vicende che hanno visto protagonisti Rumeni (sennò sembra una crociata contro la Romania, cosa che non è giusto fare), volevo fare una considerazione solo su quest'allarme mediatico d'oltreadriatico. I Rumeni temono la delinquenza che proviene dall'Italia...ma ci rendiamo conto???

Paghi le tasse chi deve, non già chi vuole.

"Paghi le tasse chi deve, non già chi vuole". Era questa l'invettiva lanciata da Quintino Sella, illustre Ministro delle Finanze nei governi La Marmora, Rattazzi e Lanza.
Come si vede, anche a metà ottocento la questione dell'evasione fiscale non era molto diversa da quella attuale.
Ma oggi c'è la tecnologia per stanare gli evasori, mica è difficile. Basta controllare permanentemente la vita di tutto e tutti... e il gioco è fatto! Ed è pure un'operazione a costo zero, visto che il Fisco non dovrà fare nulla se non aprire la porta al contribuente che arriva col cellulare "in bocca"!
E' di questi giorni la notizia di un emendamento alla finanziaria 2008 che prevede l'obbligo di trasmettere all'Agenzia delle Entrate tutte le utenze telefoniche fisse e cellulari. Così si possono controllare gli evasori fiscali e non. Che idea! Si potrà ascoltare il muratore che dà l'appuntamento alla cliente per cambiarle il water, per poi accertare se ha emesso fattura; si potrà intercettare il meccanico che chiama l'automobilista per imprlorarlo di passare a pagargli il radiatore che ha montato sulla Uno Fire, così si è certi dell'importo richiesto; si potrà acchiappare la signorina che prende appuntamento dal parrucchiere, così... "zac", il Figaro cattivello è sistemato!
Davanti a tutto ciò il Garante della Privacy non potrà dire nulla, visto che il rispetto della legge è lapalissiano. E George Orwell, dall'aldilà, farà salti di gioia, grato al Governo italiano per l'applicazione pedissequa delle sue teorizzazioni sul Grande Fratello.
Siamo fuori dalla Grazia di Dio!!!
La lotta "senza quartiere" all'evasione fiscale è un dovere per ogni Stato serio ed un diritto per ognuno di noi. Se tutti pagassero le tasse è ovvio che la pressione fiscale calerebbe per tutti. Ma uno Stato serio applica criteri seri di verifica, investendo (soldi) sul controllo, ed evitando di ficcare il naso nella vita privata della gente, nei conti correnti, nelle telefonate tra fidanzati e amanti.

Emilio Marigliani

venerdì 2 novembre 2007

Finora ha sempre e solo distrutto...



"NOI RAPPRESENTIAMO IL NUOVO"

1951 Maria Rosaria Bindi (detta Rosy) nasce a Sinalunga (SI);

1980 Ricercatrice universitaria, è accanto al Prof. Vittorio Bachelet quando viene ucciso da un commando delle Brigate Rosse;

1984 Viene nominata Vice Presidente nazionale dell’Azione Cattolica;

1989 Viene eletta al Parlamento Europeo tra le liste della Democrazia Cristiana;

1992 E’ tra i firmatari, insieme ad altre personalità provenienti di massima dall’azione cattolica, di Carta’93, lettera di un gruppo di intellettuali che prese l’iniziativa di “ritrovarsi a pensre da cristiani la politica”;

1993 E’ eletta Segretario regionale della DC nel Veneto;

1993 Ad Abano Terme dichiara estinta la Democrazia Cristiana e proclama la nascita del Partito Popolare Veneto, di cui si autoproclama segretario;

1994 Aderisce al Partito Popolare Italiano e, nelle sue liste, viene eletta deputato;

1995 Concorre alla costituzione de “L’Ulivo”, raggruppamento di forme eterogenee che ha come leader Romano Prodi;

1996 Viene nominata Ministro della Sanità dal neonominato Presidente del Consiglio Romano Prodi, carica che manterrà fino al 2000;

2001 Viene eletta deputato per la terza volta e aderisce al gruppo de La Margherita;

2006 Vienile eletta alla Camera dei Deputati ed è nominata Ministro per le politiche per la famiglia;

2007 Annuncia la sua candidatura a segretario del Partito Democratico, cariche alla quale è però eletto Walter Veltroni.

Continua il nostro viaggio tra gli elementi di "novità" del Partito democratico.
Anche se non paragonabile alla trafila politica di Walter Veltroni, anche la Bindi ha un curriculum di tutto rispetto. Si, nuova anche lei!
Ma la cosa che più dovrebbe far riflettere è che Rosy Bindi è una delle promesse della Seconda Repubblica, rimasta però promessa. E’ colei che non ha esitato ad affossare la Democrazia Cristiana in nome di un rinnovamento che aspettiamo ormai da 15 anni.
Non era credibile allora, quando parlava di rinnovamento, figurarsi ora.
Se poi consideriamo che nel lontano 10 luglio del 1993, all’atto di dichiarare l’estinzione della Democrazia Cristiana, l’allora segretario regionale del Veneto di quel partito destituiva i vecchi capi di corrente, cosa dovremmo pensare del suo ingresso in un partito che, già da prima della nascita, conta ben 8 correnti ufficiali (Riformisti; I Popolari; Democratici Rinnovatori; Cristiano Sociali; A sinistra; Ambiente, Innovazione Lavoro; Ecologisti democratici; Ulivisti).
Caspita! Riflettendo sulle dichiarazioni della Bindi alla prima uscita ufficiale del nuovo PD (costituente, occasione definita “una bella giornata conclusa male”), secondo cui la segreteria di Veltroni applicherebbe regole antidemocratiche, non c’è da stare molto tranquilli. I corsi e ricorsi della storia. Che la novella “pasionaria”, già protagonista di una storica distruzione, abbia in animo di mettere la parola fine anche al Partito Democratico?
Emilio Marigliani