
La situazione di cronica morosità del Comune di Terracina è nota. Recuperare il denaro dall'Ente è quasi impossibile; succede quindi, sempre più spesso, che i creditori, quando possono, rinunciano addirittura ad attivarsi per ottenere il dovuto. E la frase "i soldi non ci sono" sembra essere divenuta l'inno dell'Amministrazione Nardi. Ci chiediamo però: è giusto che il cittadino rinunci a servizi, più o meno essenziali, perchè il Sindaco non ha soldi? E' lecito domandarsi: "ma che fine fanno i soldi"? E' giusto far accumulare debiti su debiti solo per la cocciutaggine di tirare a campare nonostante le macerie che ci circonadano? E' giusto che le morosità del Comune determinino il mancato pagamento dei servizi sociali, la scomparsa delle iniziative per il turismo, l'impossibilità di essere seppelliti al Campo santo, l'aumento vertiginoso di tutti i servizi (asili, mense, TARSU), l'accumularsi dei rifiuti ovunque, l'assenza totale di un arredo urbano, la latitanza della Polizia Municipale. In una situazione del genere si potrebbe anche acconsentire ad un aumento dei costi per servizi (le classiche "lacrime e sangue"), ma se ciò servisse ad un piano organico di risanamento, non per tappare qua e là buchi, consentire spese voluttuarie o, peggio, finanziarie le pratiche clientelari, tanto care a quest'amministrazione.
E allora, probabilmente, il dissesto finanziario sembra essere l'unica via, soprattutto per creare quella frattura che interrompe il circolo vizioso dei debiti che creano debiti e che, ahimè, stringe ulteriormente la corda al collo della nostra amata città.
Lo Zuavo




