
Altra questione spinosa: censimento che riguarda i nomadi in Italia. Siccome non si sa nemmeno quanti siano, il Ministro dell'Interno Maroni ha pensato bene di censirli. Ed è scoppiato il finimondo: c'è chi si scandalizza per le "nuove leggi razziali", chi rabbrividisce per la "schedatura etnica", chi ancora parla di rischi di genocidio. Bha... Ma riflettevo: secondo voi, l'obbligo che ognuno ha di denunciare all'anagrafe il proprio figlio appena nato è una schedatura? Riflettevo ancora: quando durante la visita militare (i famosi tre giorni) ci hanno preso le impronte digitali, forse avrei dovuto urlare in faccia all'appuntato dei Carabinieri che mi ha quasi schiacciato un dito che era un razzista? O ancora: quando ci chiedono il codice fiscale per fare ogni cosa, dovrei protestare per questa schedatura di massa? Ditemi voi! E intanto, ogni volta che ci si può lamentare degli attentati alla civiltà del permissivismo, ecco riesumati tutti gli esponenti della sinistra radicale, emersi dalla terra a mo' di zombie, tutti in fila a farsi provocatoriamente prendere le impronte digitali all'Esquilino, per protesta e per solidarietà nei confronti dei Rom. E già, l'ex Ministro Paolo Ferrero, l'ex inviato Furio Colombo, l'ex Ministra Livia Turco, l'ex capogruppo di Rifondazione Giovanni Russo Spena, l'ex capogruppo dei Verdi Giuseppe Bonelli e molti altri, tutti a professare passione per il popolo Rom, innamorati del loro modus vivendi e decisi ad urlare contro lo Stato, cattivo e razzista, che vorrebbe tentare di capire quanti e chi sono i nomadi in Italia. Tanto poi, chi se ne frega del degrado in cui versano le baraccopoli dei campi nomadi, che importa se sfruttano i bambini per rubare, se hanno come attività principale l'arte del delinquere, se sfruttano, rubano, prestano "a strozzo", uccidono, scippano, rapiscono bambini, ricettano, praticano accattonaggio, minacciano, stuprano e via dicendo, senza che si possa conoscere nemmeno la loro identità. Cosa importa al novello popolo di "Peace and Love" di tutto questo... che rilevanza ha il fatto che in alcune zone delle grandi città contigue ai campi nomadi non si può neanche girare per strada. L'importante è il rispetto dell'etnie, e, se il prezzo è il terrore dei cittadini, chi se ne frega ancora. Noi non diciamo che siano belle le schedature, per carità. Diciamo solo che uno Stato serio ha il sacrosanto diritto di sapere chi calpesta il proprio suolo; uno Stato serio deve essere in grado di conoscere l'identità di chi va premiato e quella di chi va punito; uno Stato serio deve garantire l'efficienza del proprio apparato invesgativo e di quello repressivo. E se non si conosce un fenomeno, si può mai riuscire a domarlo? E poi, consentitemi: è pacifico che in ogni sistema giuridico l'efficienza e l'effettività sono inversamente proporzionali rispetto al garantismo: se cresce uno diminuisce l'altro. Permettetemi di dire che, nell'Italia di oggi, c'è forse troppo garantismo, a danno dell'effettività della legge. Bisogna, dunque, invertire la tendenza.