venerdì 4 aprile 2008

CON IL CIRCOLO PER IL POPOLO DELLA LIBERTA'

Il 13 e il 14 aprile è necessario fare quadrato. Bisogna evitare che la stessa sinistra che tanti danni ha prodotto in questi due anni possa continuare a massacrare il Popolo italiano. La sinistra dei Bersani, dei Visco, delle Binetti, delle Bindi, dei D'Alema, dei Di Pietro, dei Sircana, dei Santoro, ...tutti personaggi "nuovi" (secondo loro), tutti politicamente vergini, come pure lo è (secondo lui) Veltroni...come lo sono i giovani sconosciuti (o quasi) inseriti nelle liste ma sponsorizzati dai grandi vecchi. La sinistra della demagogia, della lotta di classe, del giustizialismo ottuso, dell'indulto, della grande editorìa italiana,...la sinistra del disastro Alitalia, degli inni a Nassyria, del Grande Fratello bancario, dell'immigrazione incontrollata, della fine del concetto di famiglia, dell'anticlericalismo, dell'ambientalismo più ottuso, della pressione fiscale insopportabile, del mancato controllo sui prezzi, dell'impoverimento delle famiglie, delle contestazioni antiamericane, della giustificazione ai no global, del permissivismo più sconcertante, della legalizzazione delle droghe, dei radicali, delle false liberalizzazioni...la sinistra dei programmi sconclusionati, delle correnti sempre in lotta, del dire tutto e il contrario di tutto, delle contraddizioni ... la sinistra della finzione e dell'imbroglio. Quando è caduto il Governo Prodi lo si è preso come una liberazione...sembrava un nuovo 25 aprile nei confronti dell'arroganza di chi non ha mai avuto i numeri per governare ma si è intestardito nel farlo, ignorando che così si faceva solo del male al nostro Paese.
Ebbene, i due anni di Govrno Prodi dobbiamo averli bene in mente oggi, quando l'incazzatura di allora va trasformata in energia, in scelta elettorale ...e non dimentichiamocente quando metteremo nuovamente la crocetta su uno di quei simboli, che non può essere altro che quello del Popolo della Libertà.
Di cose che non vanno ce ne sono, e, siccome siamo intelletualmente onesti, non possiamo dire che con il centro destra tutto cambierà e tutto sarà rose e fiori. Ma innanzitutto cambiare si deve, almeno bisogna proivarci ...osteggiare questa sinistra vetero comunista si è necessario..
Ci sono realtà nuove all'interno del centro - destra, come il Circolo della Libertà...e anche nel nostro Collegio del Lazio, al Senato, c'è una candidata che proviene dai Circoli...come si dice (con termine orrendo) "in quota ai circoli". Si tratta di Anna Maria Mancuso. Non dobbiamo farci sfuggire questa occasione di appoggiare i Circoli all'interno del Popolo della Libertà, di portarli nelle Aule parlamentari, soprattutto al Senato dove, se non si vince con decisione, non si potrà mai governare.
Proviamo ad appoggiare questa nuova realtà del Popolo della Libertà e dei Circoli in seno ad essa.
VOTIAMO PER IL POPOLO DELLA LIBERTA'

SENTITEVI QUESTA

"Se votassero solo quelli che leggono i giornali, non ci sarebbe partita. Ma siccome vige il suffragio universale, state attenti:è nella fascia meno acculturata che sfonda la destra".
Massimo D'Alema, Corriere della Sera, 30 marzo 2008

Avete capito, loro sapienti, noi somari? Ma secondo voi, se non era per il partito...un "acculturato" del genere... cosa avrebbe fatto nella vita?

mercoledì 2 aprile 2008

Riduzione del numero dei parlamentari? Una baggianata!


Quando si parla di riduzione del numero dei parlamentari lo si fa spesso (diciamo pure sempre) in modo vergognosamente demagogico. L’argomento sembra infatti essere diventato il cavallo di battaglia di tutti i partiti. E non potrebbe essere altrimenti: in un dibattito politico che si caratterizza per la pochezza dei contenuti e per l’aggressività della dialettica, ognuno tenta di imbonirsi il confuso elettore, con la speranza che il miraggio di un abbattimento dei costi del Palazzo possa portare qualche voto in più nelle proprie “tasche”. Sono i politici stessi che, però, quando prospettano la riduzione dei Parlamentari come panacea di tutti i mali, oltre che mettere in atto un vero e proprio imbroglio, cavalcano, essi stessi, l’antipolitica. Perché vedete, il problema della politica italiana non è che coloro che siedono in Parlamento devono essere “di meno”, bensì che devono lavorare “di più”, lavorare sul serio e, soprattutto, essere realmente chiamati a dare conto delle proprie azioni. Quindi da scacciare, da stigmatizzare, da bandire non è la “politica”, ma la "cattiva politica”; non l’attenzione, ma il privilegio; non il giusto compenso, ma l’affarismo. E se ci pensate bene, la riduzione del numero dei parlamentari rischia di essere, oltre che un falso problema, un grosso errore. A dire il vero proposte di questo genere sono l’emblema delle soluzioni all’italiana: non si va ad analizzare dove stia il cancro della politica nostrana, ma si evita di confrontarcisi, percorrendo la soluzione più comoda e più popolare (chi se ne frega, poi, se non è quella giusta). E’ come per la lotta all’evasione fiscale: ci sono un mucchio di evasori e la soluzione è aumentare le imposte per chi già le paga, non già farle pagare a tutti; o come avviene, che ne so, per la violenza negli stadi: uno Stato serio, per evitare le violenze assurde della domenica pomeriggio, porrebbe in essere un’intensa attività sociale e culturale, accompagnata ad una repressione decisa e coerente dei fatti di violenza, così da garantire anche il corretto svolgimento delle attività sportive, cui i tifosi hanno pure diritto. Noi invece chiudiamo gli stadi per tre o quattro settimane, facciamo giocare a porte chiuse, rimandando il problema a quando le porte verranno riaperte e si dovranno ricominciare a contare i feriti o, purtroppo, i morti. Le solite “italianate”!
I Costituenti non erano mica impazziti (né tantomeno mangiapane a tradimento) quando hanno stabilito il numero dei deputati e senatori; né erano impazziti i membri delle Camere quando, nel 1963, hanno portato il numero dei deputati a 630 e quello dei Senatori a 315. Il ragionamento era logico, perché avevano concepito il sistema in modo tale che il numero di parlamentari fosse proporzionale al numero di abitanti, così divisi in circoscrizioni territoriali. Il Parlamentare doveva essere espressione del territorio, della sua gente, affinché le istanze anche del più lontano lembo di Italia potessero arrivare nelle Aule romane. E la finezza era stata concepita soprattutto per il Senato, che si è voluto eleggibile su “base regionale” (poi, per la pessima applicazione, il principio della regionalità ha perso tutta la sua forza). Ve la sentireste allora di dire che il quadro è sbagliato? E' strano che la gente elegga la propria gente? Sbagliata è la deriva cui il sistema è stato abbandonato (o meglio, accompagnato), l’uso che è stato fatto delle leggi elettorali, fino ad arrivare al punto che, oggi, non c’è il minimo collegamento tra eletto ed elettore, tra territorio e Parlamentare. Il Pugliese viene eletto in Veneto, il Ligure in Sicilia, il Sardo in Umbria…tutti si buttano dove ci sono i “posti”. Questa porcheria è forse colpa del numero dei parlamentari? Con questo sistema, certo, non ha senso avere 1000 membri del Palazzo, ma non avrebbe senso nemmeno averne 500 o 100. Basterebbero solo 7 o 8 persone, i segretari di partito, tanto sono loro che decidono le sorti della politica italiana. Poche teste pensanti e tanti “culi di pietra”, come qualcuno ha detto. Discutiamone finché vogliamo, ma smettiamola di dire che la riduzione del numero dei parlamentari è un atto necessario e positivo. Io ne vorrei pure 3000 se veramente facessero il loro lavoro e la Comunità si giovasse del loro contributo. Casomai andrebbero ridotti i privilegi, gli sprechi (quello sì!), e al contempo studiato un sistema che costringa chi ha ruoli di responsabilità a lavorare bene, rendendo conto a chi lo ha eletto. Anche perché, chiunque si interessa di lavori parlamentari può appurare che, se fatta bene, l’attività di parlamentare non è mica cosa da niente. Ma per ogni parlamentare che si taglia, almeno nel sistema pensato dai Padri costituzionali (quello Alto, non certo la brutta copia che ci propinano oggi), viene affievolita la voce di una parte di quel Popolo che dovrebbe essere Sovrano.
Emilio Marigliani

lunedì 31 marzo 2008

Nuove cariche associative.

Nella giornata di sabato scorso, presso la sala comunale di Villa Tomassini, il Circolo della Libertà Terracina "Eleuterìa" ha riunito la propria Assemblea per il rinnovo delle cariche associative. E' stata eletta all'unanimità, quale Presidente, Laura Ghirardini; si è rinnovato anche il Consiglio Direttivo, che, a causa dell'aumento degli iscritti, da 3 è passato a 6 membri.
Sono stati eletti a formare il Consiglio Direttivo, oltre al Presidente (che è membro di diritto), Debora Di Pede, Emilio Marigliani, Serena Antonelli, Marco Veglianti e Marco Marigliani, quest'ultimo Presidente uscente. Nel discorso di saluto Marco Marigliani ha ringraziato tutti i soci per la fattiva attività messa in campo, grazie alla quale l'Associazione ha potuto crescere ed assumere visibilità. Il nuovo Presidente ha invece sottolineato l'intenzione di mantenere fermi gli obiettivi e gli scopi dell'associazione, in un'ottica di continuità e di coerenza con quanto realizzato fino ad oggi. Ha inoltre evidenziato la sua intenzione di conferire ai vari membri del direttivo precisi incarichi, vere e proprie deleghe, affinchè, nelle materie e per le questioni più delicate, ci sia sempre una prontezza ed una coerenza di azione. Ciò si rende necessario, attesa pure la maggiore rilevanza che l'Associazione va assumendo in seno alla società civile.
Altra nota positiva è rappresentata dalle richieste di adesione presentate da aspiranti soci direttamente all'Assemblea di sabato, segno evidente dell'attenzione con cui il Circolo è seguito e dalla convinzione con la quale si richiede di farne parte. E' questo lo stimolo più efficace che possa esserci, quello che ci dà l'entusiasmo per andare avanti, con forza, verso la realizzazione dei nostri progetti.

giovedì 27 marzo 2008

Canali ostruiti? Lo avevamo detto!


Non bisognava essere Nostradamus per prevedere che, alle prime piogge un tantino più copiose, i canali che intersecano il territorio terracinese sarebbero tracimati. Succede sempre ed è successo anche nei giorni scorsi, durante le precipitazioni "pasquali", quando a rischiare le inondazioni sono state le case situate nei presso della foce del Sisto. Noi lo avevamo detto, lo avevamo scritto, ma il menefreghismo dei nostri amministratori è direttamente proporzionale alla quantità di "lacrime di coccodrillo" che si versano ogni volta che si sfiorano i disastri. Nel novembre scorso il Circolo della Libertà "Eleuterìa", su segnalazione di alcuni cittadini, ha scritto al Sindaco di Terracina, ai competenti assessorati comunali, provinciali e regionali, e al Consorzio di bonifica, lamentando e segnalando le innumerevoli ostruzioni che si trovano nei canali situati del Comune di Terracina. Qualcuno ha risposto? Macchè! Il Consorzio di Bonifica, soltanto, ha dato una pulita "volante" al canale Linea Pio VI, nella parte più prossima al centro di Terracina, infischiandosi però di rimuovere i diversi alberi che ne ostruiscono il corso. Per il resto, si è tirato a campare come sempre, per poi, oggi, gridare all'emergenza e lanciare allarmi. Noi lo avevamo detto e lo avevamo scritto. E chi ha ignorato le nostre raccomandate ora deve essere messo davanti alle proprie responsabilità.

giovedì 20 marzo 2008

AUGURISSIMI !!!



IL CIRCOLO DELLA LIBERTA' TERRACINA "Eleuterìa"


AUGURA A TUTTI


martedì 18 marzo 2008

Il Comune di Terracina: "Er sola"...

Nemmeno i più incalliti debitori, quelli che quando suona il campanello non aprono mai la porta per paura che sia l'Ufficiale Giudiziario con intenzioni pignoratizie, riuscirebbero a battere il Comune di Terracina. Eppure le tasse le paghiamo...o no?
Leggetevi questa.

"Eco Sabina: il Comune di Terracina non paga i lavoratori Terracina (18/03/2008) - I lavoratori della ECO SABINA, l'Azienda aggiudicataria dell'appalto per la manutenzione del verde ed arredo urbano del Comune di Terracina, durante la riunione sindacale tenutasi nella Sede della Cisl di Via Don Morosini a Terracina, hanno proclamato lo stato di agitazione con riserva di mettere in atto azioni più incisive, non escluso lo sciopero ad oltranza se non saranno erogate le mensilità arretrate. "E' inaccettabile, ha dichiarato Ermanno Bonaldo, Segretario generale della Fai Cisl di Latina, che il Comune di Terracina non abbia ancora liquidato i 500.000 euro dovuti alla ECO SABINA per il servizio di manutenzione disattendendo gli impegni presi con il Sindacato nella riunione del 5 febbraio u.s." In quella occasione il Vice Sindaco Giuliano Masci con Delega al Bilancio ed alle risorse finanziarie, nell'incontro avuto con i lavoratori e Tiziana Priori della Fai Cisl, si era impegnato personalmente ad affrontare la questione e liquidare alla Eco Sabina, entro i primi giorni di marzo, il 50% di quanto dovuto - ma ad oggi solo 32.000 euro sono arrivati nelle casse dell'Azienda, somma decisamente insufficiente a pagamento degli stipendi."I lavoratori, prosegue Bonaldo" hanno continuato a garantire, nonostante tutto, il servizio di manutenzione del verde dimostrando grande senso di responsabilità ed appartenenza nei confronti di una città che basa la sua economia sul turismo" - " ma analogo senso di responsabilità e appartenenza lo chiediamo all'Amministrazione comunale di Terracina che con questo fare umilia il lavoro e rischia di avviare la stagione turistica con un arredo urbano, quello del verde, trascurato e lontano da quello a cui siamo abituati con danno per l'immagine di Terracina e la sua economia".

A Roma, quando uno dà i bidoni (soprattutto sui pagamenti), si becca il soprannome di "Er sola". Credo proprio che questo simpatico nomignolo se lo stia ampiamente guadagnando pure il Comune di Terracina ... Er comune sola!