lunedì 17 dicembre 2007

Dalla protesta alla proposta

L'Associzionismo a Terracina è un fenomeno vivo. Nonostante però siano numerose le associazioni che si occupano dei più svariati ambiti della vita socio politica terracinese, è palese che il più delle volte i loro interventi si limitano a costituire attività di denuncia, di critica. Basta aprire i giornali locali per notare che ogni giorno c'è l'intervento di qualche associazione, per cui le denunce, le proteste, le lamentele e le critiche abbondano, mentre scarseggia ogni forma di proposta. Intendiamoci, con questo non si vuole dire che le denunce, soprattutto sulla carta stampata, non siano utili: far sentire la propria voce, far circolare opinioni e creare dibattiti è sempre positivo, e, in diversi casi, anche il nostro Circolo ha cercato di far sentire la propria voce, in linea con la propria vocazione di tramite i cittadini e istituzioni. Crediamo, però, che sia necessario un salto di qualità, occorre che alla protesta si affianchino delle proposte. E' indubbio infatti che se la critica non è seguita da ulteriori iniziative propositive finisce per restare fine a se stessa, divenendo quindi sterile. Una denuncia fine a se stessa, poi, oltre a costituire attività estremamente agevole (criticare è sempre facile), lascia qualche perplessità in ordine alle reali finalità di colui che critica, spesso più incline a cercare facile pubblicità più che a tentare di dare un contributo vero alla vita politica e sociale del territorio. In virtù di queste considerazioni, il nostro Circolo sta valutando l'utilizzabilità di strumenti (statutari e regolamentari) di iniziativa popolare, così da poter svolgere attività compulsiva e propositiva nei confronti dell'Amministrazione. E, a tal riguardo, è necessario che ognuno dia il proprio contributo di idee e di proposte, così che si possa elaborare un progetto di iniziativa dei cittadini che, nell'ambito dei poteri riconosciuti all'iniziativa popolare, faccia in modo che la cittadinanza diventi una vera e propria interlocutrice delle istituzioni. Che ne pensate?

domenica 16 dicembre 2007

L'uomo è più bestia delle bestie.


Che l'uomo spesso diventi peggio di una bestia è cosa nota. E l'accostamento con le bestie lo faccio solo perchè non riesco a rendere l'idea che vorrei, per rappresentare un'idea di bestalità, di cieca ferocia. Lo vediamo tutti i giorni, basta aprire i giornali: torture su animali indifesi, su bambini, su anziani; violenze a non finire su mogli, su parenti, su figli; omicidi perpetrati con efferatezza incredibile, basta pensare a Cogne, a Parma e il piccolo Tommy, a Perugia, a Garlasco. Ma la misura sembra non essere mai colma, il fondo sembra non essere mai toccato. E così oggi leggiamo di una donna di 24 anni uccisa a coltellate insieme al figlio di 4 mesi...allucinante! Davanti ad una bestialità del genere l'età della vittima non è la cosa più rilevante, ma vi immaginate la scena di uno che infierisce con un coltello su un fagottino che peserà si e no 5 o 6 chili? Dovrete convenire con me che una mente non deviata fa fatica anche solo ad immaginare una scena del genere, un'immagine tanto raccapricciante. Vabbè che homo homini lupus (senza offesa per i lupi, che hanno molte meno colpe di tanti uomini-bestia), Hobbes non aveva torto, ma mi viene da chiedere: ma l'uomo cosa sta diventando, fin dove vuole arrivare?

giovedì 13 dicembre 2007

Tranquilli un paio di ciufoli !

Ricordate Pieraccioni ne "Il Ciclone"? Quando si schiantava con il motorino nel fienile, si alzava con aria inebetita dicendo "Tranquilli...va tutto bene...non mi sono fatto nulla" e poi stramazzava al suolo privo di sensi? Mi tornava in mente stamattina, mentre riflettevo sulla disastrosa situazione sociale italiana e la mettevo in relazione con i sorrisetti e le rassicurazioni dell'homo ridens che attualmente occupa lo scranno di Palazzo Chigi. Nell'ultimo anno hanno scioperato i medici, gli avvocati, gli anestesisti, gli ergastolani (ebbene sì, il 3 dicembre scorso hanno fatto lo sciopero della fame), i Giudici di Pace, i Magistrati onorari, il Pubblico impiego; i tassisti hanno bloccato la Capitale, lo sciopero del trasporto pubblico ha fermato treni, voli, metropolitane, bus, tram e traghetti, mentre gli autotrasportatori hanno messo in ginocchio una Nazione, facendoci assistere a scene da accaparramento pre - bellico; la gente è strozzata dai mutui, i consumi crollano e da gennaio sono previsti aumenti di gas, luce, acqua, carburante, biglietti ferroviari, tassa sui rifiuti, beni alimentari, servizi assicurativi e bancari; l'Italia ha i salari più bassi d'Europa (fatta eccezione per il Portogallo), ogni anno muoiono circa 1000 lavoratori mentre stanno facendo il loro dovere, gli incidenti stradali fanno più vittime delle guerre; mezzo Paese ha i contratti da rinnovare, si prospetta uno sciopero generale per fine gennaio, la pressione fiscale è ai massimi storici, con la gente che si indebita per pagare le tasse, e la mancanza di sicurezza è sotto gli occhi di tutti; organizzano cortei anche i Poliziotti e i Vigili del Fuoco, stanchi di salari da fame e condizioni di lavoro assurde. E mi fermo qui, ma potremmo continuare fino a domani. Non vedo proprio cosa c'è da stare tranquilli. Credete che ci sia da ridacchiare?

mercoledì 12 dicembre 2007

BELLISSIMA INIZIATIVA IN FAVORE DELLA CATTEDRALE


UN GRUPPO DI AMICI TERRACINESI, DAL NOME ALICIALI', STA ORGANIZZANDO UNA FESTA CHE AVRA' COME TEMA GLI ANNI '80.
L'INCASSO DELLA SERATA SARA DEVOLUTO PER LA RISTRUTTURAZIONE DELLA CATTEDRALE DI TERRACINA. LA FESTA SI SVOLGERA' PRESSO LA DISCOTECA "IL BORSALINO" SABATO 29 DICEMBRE.
COSTO DEL BIGLIETTO 5 EURO - INGRESSO DALLE ORE 21.30
PER ULTERIORI INFORMAZIONI POTETE CHIAMARE I SEGUENTI NUMERI
347.7127084, 338.7537199, 338.96.79.700

Per lo Stato, quanto vale una vita umana?




Purtroppo siamo alle solite. Ogni volta che c'è una morte sul lavoro sentiamo sempre le solite ovvietà, le medesime promesse, le solite chiacchiere. Anzi, se ci fate caso, in questi ultimi tempi la tiritera di dichiarazioni dei politicanti di turno si ripete solo per fatti da cui scaturiscono almeno due o tre decessi sul lavoro, come se la morte di un solo poveretto che era lì per guadagnarsi la pagnotta avesse meno rilevanza di una strage...ubi maior minor cessat. E già, probabilmente anche i politici, in periodo di contenimento dei costi, ottimizzano tempi e ipocrisie. Poi però non cambia nulla e si torna alla noncuranza totale: la politica torna ad occuparsi della legge elettorale di turno, o delle dichiarazioni dell'alleato, o ancora della nascita dell'ennesimo partitino e via discorrendo; i sindacati tornano a fare i soliti "bla bla" sul welfare, sui conti, sugli aumenti, speranzosi di far fare carriera politica a qualche dirigente, ma totalmente latitanti quando si parla di sicurezza di poveri cristi; gli imprenditori tornano a fare utili sulle spalle della solita "carne da macello". E intanto si continua a morire.
Stesso dicorso potremmo fare per la sicurezza stradale. Dopo ogni strage del sabato sera si sentono i soliti proclami, le solite parole. Le strade italiane non solo assomigliano sempre più a mulattiere, ma ogni tentativo di messa in sicurezza, ogni spunto per porre un freno a questi "bollettini di guerra" quotidiani, si perde nei meandri delle commissioni, dei pareri, dei veti, degli interessi e delle corporazioni.
Ma è proprio così complicato per lo Stato italiano avvicinarsi a sembrare uno Stato serio? E' così complicato predisporre controlli che controllino, disposizioni che dispongano, sanzioni che sanzionino? E' proprio indispensabile discutere sempre e prima di tutto di risanamento, di istituzioni, di fair play istituzionale, mentre i padri di famiglia rischiano la vita per portare il pane ai loro figli e le strade uccidono più di al quaida ? No cari miei, la vita umana non ha prezzo. Al cospetto di morti tanto assurde nulla ha più valore, né lo Stato, né il Parlamento, né altro. E davanti a questa situazione è necessario che ci si ribelli, e con forza, perchè non si può consentire che ci si lasci uccidere dall'indifferenza di chi pensa solo a tenere attaccata la sedia al proprio deretano.
Si è polemizzato tanto per lo sciopero degli autotrasportatori. Avete idea della vita che fanno? Avete idea di quanto rischiano? Avete idea del modo in cui sono stati trattati? E di tutto ciò, a chi interessa? Il Governo sapeva da settimane dello sciopero, conosceva le rivendicazioni della categoria, ma nessuno si è degnato nemmeno di riceverla. Solo davanti al disastro che si sta verificando in questi giorni le sigle dell'autotrasporto sono state invitate ad un incontro, al quale però non ha partecipato nessun membro della Presidenza del Consiglio; c'era solo una lettera firmata dal Sottosegretario Letta. Ed hanno fatto bene i sindacati ad alzarsi e andare via...altro che rottura delle trattative! Allora, davanti a tanto menefreghismo, credo che lo scendere in piazza per provocare un disagio forte rappresenti l'unica forma di protesta possibile; e la colpa di ciò che sta accadendo non è certo degli autotrasportatori. Dimenticati loro e dimenticati noi: in realtà, ognuno di noi dovrebbe partecipare ai blocchi.
Emilio Marigliani

Mastella il disertore.

Che uno di "statura politica brevilinea" come il Ministro Mastella abbia deciso di disertare le prossime riunioni del Consiglio dei Ministri è cosa che non ci disturberà il sonno. Anzi, visti i risultati della politica di questo Prodi bis, se qualche suo collega facesse altrettanto la comunità non potrebbe far altro che ringraziarlo. Se la motivazione di tali minacce di astensione fosse poi la tutela della salute pubblica, dovremmo addirittura proporre Mastella per un encomio. E' invece riprovevole, secondo noi, la ragione per la quale il Ministro è divenuto "disertore": il disappunto nei confronti della riforma elettorale. Caspita! Infischiandosene delle questioni che dovrebbero invece attrarre l'attenzione del suo dicastero, non curante del fatto che la giustizia in Italia è "al conto" (non alla frutta) e che milioni di cittadini vedono ogni giorno palesemente calpestati i propri diritti, interessato più alle posizioni da mantenere (sua e di quei 3 o 4 esponenti di quello "scarabocchio" di partito che presiede), decide di "boicottare" la sede suprema in cui si prendono le decisioni di una Nazione intera perchè non gli piacciono i progetti di legge elettorale. Quindi, tutti i poveracci che, per ventura o sventura, hanno a che fare con i tribunali sappiano che, per cercare di avere un minimo di funzionamento della macchina giudiziaria, devono confidare nel buon umore del Ministro Mastella, ed augurarsi che tutte le cose gli vadano per benino. Scusatemi, ma non riesco a trovare un aggettivo per definire una situazione del genere! Richiamo soltanto l'editoriale de Il Giornale di oggi, a firma di Mario Giordano, che invitava provocatoriamente il Governo, precettatore di autotrasportatori, a precettare pure Mastella.
Emilio Marigliani

domenica 9 dicembre 2007

Rapporto CENSIS: uno sfacelo!

Lo stato della società italiana è sotto gli occhi di tutti, ma a leggere l'ultimo rapporto del CENSIS c'è davvero da rimanere basiti. Anche i termini utilizzati lasciano poco spazio alle interpretazioni "poltiglia di massa", "mucillagine sociale", "degenarazione antropologica". E così si descrive una società indifferente a fini ed obiettivi del futuro, un popolo che inclina al peggio, "più rassegnato che inarognito", un Paese disilluso, litigioso, aggressivo, senza punti di riferimento, che non costruisce un tessuto sociale ma propende per forme aggregative deboli e frammentarie. Una società che non crede nella politica, non ha figure o ideali guida, non ha fiducia e coesione, tessuto di un Paese in cui studenti e imprese sono in fuga, e, laddove c'è una minoranza vitale, questa non riesce a coinvolgere il sistema. I modelli non esistono, anzi, alle élite cui ispirarsi si sono sostituiti i finti miti: la vere élite non è più costituita dai migliori, ma da coloro che hanno più successo in modo veloce e redditizio, le veline, i calciatori. E poi i debiti che strozzano le famiglie, l'aumento del debito al consumo (ma pure l'impossibilità di rinunciare alle nuove tecnologie, celulari e TV al plasma in primis), il triste primato di ultimi in Europa per l'occupaazione femminile. E ce ne sarebbe ancora ma mi fermo qui: avanti significherebbe girare il coltello nella piaga. Siamo davvero tutto questo? E soprattutto, davvero non si può fare qualcosa per invertire il trend? Negli scorsi anni i rapporti del Censis, pur evidenziando situazioni complesse e mai felicissime, ci davano anche un po' di speranza, ci parlavano di "novità", di "scintille", di qualcosa che, sebbene in fieri, lasciava ben sperare. Stavolta no, è un autentico "bollettino di guerra". Non ditemi però che non si può fare nulla. Ci dovrà pure essere un modo per ricostruire, sulle macerie, un Paese in cui uno sia felice di vivere e non sia sopraffatto dal desiderio di espatriare.