mercoledì 9 dicembre 2009

Addio TARSU. A Terracina arriva la TIA


Anche a Terracina la tanto vituperata TARSU sta per essere messa in soffitta. Arriva infatti la TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale. Si tratta in sostanza di una tariffa che copre tutti i costi per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. A differenza di come avveniva con la precedente tassa, le entrate conseguenti all'applicazione della tariffa andranno a coprire per intero il servizio di nettezza urbana. In sé il principio potrebbe anche non essere tanto malvagio, dal momento che la tariffa è divisa in due parti: la prima (quota fissa) copre i costi di esercizio; la seconda (quota variabile) dovrebbe variare in base a quanti rifiuti vengono prodotti dalla singola utenza. Si crea un sistema virtuoso in cui, però, ovviamente, presupposto fondamentale è la raccolta differenziata. Gli importi s pagare risulteranno infatti più leggeri nel caso in cui l'immondizia diventi risorsa, tramite appunto i procedimenti di riciclo. Ebbene, anche noi ci apprestiamo ad inziare quest'avventura, ma, come al solito, con notevoli anomalie. Prima di tutto non viene fatta nessuna nuova gara e l'unico interlocutore del Comune è la Terracina Ambiente S.p.a. (la stessa che da anni ci fornisce un servizio non degno di un paese civile), la quale ha presentato un piano di servizi di igiene urbana che, per l'anno 2010, ha un costo di circa 8 milioni di euro. Se si raffrontano le voci di costo con quelle che il gestore del Servizio di nettezza urbana ha presentato nel 2006 (e con il quale ha ricevuto l'affidamento, ciò che la dice lunga sulla sua correttezza: vincere un appalto con un'offerta che nel giro di 3 anni vine quadruplicata), il cui costo era inferiore ai 3 milioni di euro, ci si accorgerà che la faccenda non quadra. E non quadra perchè, più o meno, nel piano di 3 anni fa si prevdevano gli stessi servizi che si prevedono oggi (differenziata compresa), ma ad un costo inferiore di ben 5 milioncini. Anzi, nel 2006 per meno di 3 milioni, si assicurava una differenziata pari al 40% dell'intera raccolta, mentre oggi si assicura solo il 32 %. Come funziona allora? Il 40% a 2 milioni e rotti, mentre il 32% a più di 8 milioni? La faccenda non quadra e ne dovrete convenire! Siccome poi queste non sono le uniche incongruenze, tocca stare molto svegli. Quando la gara d'appalto manca, i politici ballano! Quindi, cari amici, la mancata gara, le incongruità su costi e servizi e molte altre cosette strane di cui vi daremo conto in seguito ci devono fare drizzare le antenne su questo nuovo salasso. Perchè, anche in questo caso, dalle prime stime emerge che rivoluzioni del genere non portano mai sconti, ma duri rincari, contro i quali è necessario che si insorga!

Emilio Marigliani

lunedì 30 novembre 2009

La demagogia non da mai frutti...anzi.




"La demagogia è l'arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotele porta all'oligarchia o alla tirannide". La definizione non è di certo nostra, ma del Prof. Giovanni Sartori, uno dei maggiori politologi italiani, sempre acuto e chiaro nell'individuare e definire fenomeni socio politici (o pseudo tali). Ci pensavo stamattina, quando riflettevo sul micro mondo politico cittadino e consideravo che il gruppo dell'UDC presentarà questa mattina una mozione in cui si chiede che tutti i consiglieri comunali si sottopongano al narcotest. All'iniziativa è stato dato un ampio risalto, sulla scorta del fatto che bisogna discutere dell'uso di droga nella nostra società e, per poterlo fare, occorre dare prova di condotta specchiata ed illibata. L'iniziativa, secondo noi, potrebbe anche essere condivisibile se non fosse che emana un nausabondo odore di demagogia. Ma vi risulta mai che in Consiglio comunale si siano svolti dibattiti sulle politiche giovanili, sulle cause degli evidenti disagi, sul modo di fronteggiare piaghe sociali quali l'uso di alcool e stufefacenti tra i giovani? C'è mai stata, negli ultimi anni, una forza politica o qualche consigliere che si siano interessati veramente alla questione? Non ci risulta. Anzi, ogni qualvolta c'è stato qualche timido tentativo di sollevare questioni di diagio sociale di tal genere si è messo in moto il meccanismo del "benaltrismo", con dotte "bollature" di esimi politici che rammentavano l'esistenza di "ben altri" problemi. Ora arriva l'UDC che non ci pare sia mai stata impegnata, almeno e livello locale, su queste questioni, ma che, tramite la proposta, stuzzica quei sentimenti di avversione della gente nei confronti dello strapotere dei politici, anche alla luce delle recenti gesta marrazziane. E li cavalca, li sfrutta e, consentiteci, li strumentalizza. Secondo noi, in una realtà locale in cui i problemi irrisolti sono la stragrande maggioranza, con la demagogia non si va da nessuna parte. Serve sollecitare politiche soeciali vere, perseguire il confronto, studiare i fenomeni e tentare soluzioni, senza fare battute per ottenere un po' di visibilità e qualche consenso da coloro che con i politici hanno il dente avvelenato. La politica dei proclami e delle bouatades è politica da bar...


Emilio Marigliani

venerdì 27 novembre 2009

La guerra di Stefano


Nardi: "io la guerra contro la SLIA la vincerò". Ricordate questa frase? E' di qualche anno fa ma ne abbiamo parlato qualche mese fa, ad aprile (il post era del 4 aprile e lo trovate nell'archivio del blog). Ebbene, alla faccenda SLIA si è aggiunto un nuovo tassello, come al solito sfavorevole per il Comune (anzi, per tutti noi contribuenti): la creditrice ha effettuato un bel mega pignoramento milionario. Bel modo di vincere le guerre, Signor Sindaco...davvero un capolavoro! E c'è da immaginare che le millantate contromosse saranno altrettanto fallimentari. Ma perchè queste crociate da armata Brancaleone non le fa con le sue tasche, invece che con le nostre?

Emilio Marigliani

mercoledì 25 novembre 2009

Il tempo passa, cambia poco e i buffi aumentano.


Da più di qualche anno i revisori dei conti del Comune fanno sfoggio di grande agilità linguistica, dosando e soppesando le parole che utilizzano nelle relazioni al bilancio. Sembrano alchimisti, alle prese con le varie gradazioni semantiche dei termini che in lingua italiana indicano il disastro. Cose del tipo, situazione "grave" ma non "drammatica", "preoccupante" ma non "tragico" e così via.... Ogni anno la stessa storia, con i consiglieri di maggioranza e di opposizione a sviscerare il significato dei vari termini usati, gli uni per dismostrare la solidità delle casse comunali, gli altri per evidenziare la prossimità al baratro. E poi c'è l'annosa questione dei residui di bilancio e del contenzioso: andranno considerati come debiti quei svariati miliarducci che i creditori hanno diritto di ottenere dal Comune? E di quì un'altra querelle su cosa i revisori (che sono i controllori eh...si badi, i garanti!) devono o non devono considerare. Via... giù così, a forza di esposti e denunce! Ma un dato resta, in tutta la sua portata di incontrovertibilità. Ogni giorno le notizie sulle mazzate giudiziarie che prende il Comune in favore dei vari creditori si susseguono; ogni giorno abbiamo nuove morosità, tanto che si inizia a navigare a vista (e talvolta a non pagare) anche per stipendi ed emolumenti dei lavoratori. La parola d'ordine degli amminzitratori da contrapporre ad ogni iniziativa è "i soldi non ci stanno". E allora? E' il caso di continuare a filosofeggiare o vogliamo prendere atto che qualsiasi azienda in queste condizioni sarebbe già fallita da un pezzo? Il tempo passa, ma la convinzione si fa sempre più pressante. Qui bisogna fare tabula rasa, ammettere il dissesto finanziario e ricominciare da capo. E' questo che chiediamo con forza a chi, dissennatamente, insiste a compromettere anche il nostro futuro.

Il Circolo

giovedì 5 novembre 2009

Una triste vicenda


Lo scontro tra le Istituzioni, nella nostra Provincia, ha superato ogni limite. Non ci si trova più al cospetto di ordinarie scaramucce politiche, ma di veri e propri scontri (violentissimi) tra i rappresentanti dei c.d. "pezzi dello Stato". Ricordate il clamore dell'irruzione del Senatore Fazzone nell'ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina Cario? E ricordate la guerra scoppiata qualche anno fa tra il Presidente della Provincia Cusani e il Presidente del T.A.R. Bianchi? Questi sono solo alcuni degli episodi più eclatanti che definiscono il gravissimo fenomeno. E ultima (temporalmente, ma non per importanza) la questione Fondi, dove chi rappresenta lo Stato (perchè questo fanno il Prefetto e le Forze dell'Ordine) viene sbugiardato dal Consiglio dei Ministri, aggredito e vilipeso da un Senatore della Repubblica e da un Presidente della Provincia (quest'ultimo ha addirittura parlato di "pezzi deviati dello Stato"). Ora scopriamo pure che il Prefetto, per aver esercitato una sua prerogativa, verrà denunciato dal Senatore Fazzone (ci riesce difficile comprendere per la violazione di quale articolo del Codice Penale). Al Prefetto va tutta la nostra solidarietà oltre che l'incoraggiamento a continuare nella sua attività, ma ogni considerazioni su questa triste storia porta necessariamente alla constatazione di come la politica e la vita istituzionale nel nostro territorio abbiano perso ogni loro funzione ideale, ogni loro positività. La politica, oggi, non è più fucina di idee, non è forza di progresso, ma discarica e terra di veleni.

Emilio Marigliani

sabato 10 ottobre 2009

Terracina Ambiente: una causa fatta in casa!


Terracina Ambiente S.p.a. ha "scroccato" (passateci il termine gergale) un bel decreto ingiuntivo al Comune di Terracina, chiedendo il pagamento di svariati miliarducci (oggi milionucci). Il Comune lo ha opposto, affermando che l'incremento del canone è nullo, che la società mista non ha mai inziato la differenziata e che le penalità per i disservizi della medesima società vanno scorporati dal dovuto. Visto che ci si trovava, il Comune ha anche chiesto un risarcimento per inadempmento e (udite udite) danno all'immagine (come se ne avesse ancora una da tutelare).
Ora. Non riteniamo che sia questa la sede per entrare nel merito delle difese, alcune giuridicamente discutibili, altre che potrebbero avere un qualche fondamento. E il fondamento è dovuto al fatto che le cose a Terracina si fanno alla casareccia, quindi capita anche che la predisposizione degli atti amministrativi sia appannaggio di autentici "scarpari" (senza offesa per coloro che svolgono ancora questo prezioso mestiere) e vengano effettuati aumenti di canone senza metterli per iscritto, come peraltro "piacerebbe" alla severa legge. Quello che però ci fa non poco "irritare" (eufemismo) è che, nel nostro caso, la società creditrice è di proprietà prevalente (51%) dell'ingiunto; l'ingiunto ha deciso chi siano i consiglieri della società creditrice e, ovviamente, ne determina l'attività; e l'ingiunto opponente fa valere vizi contrattuali che ha concorso lui stesso a determinare, dal momento che gli atti che asserisce essere nulli li ha posti in essere proprio il Comune. Ma allora, con questo gran casino, di che cosa parliamo? Si può continuare a far amministrare una città a questa armata Brancaleone? E sai badi: i soldi per queste guerre idiote ce li mettiamo noi e senza avere servizi degni di un paese civile. Ancora una volta ci sarà un conflitto fittizio tra ingiunto e creditore (che in parte sono la stessa persona) ma siamo certi che il classico cetriolo sarà sempre appannaggio del povero ortolano: il popolo!

Emilio Marigliani

Fondi, pagina nera.


Oggi si susseguono i commenti sul mancato scioglimento del Consiglio comunale di Fondi. Ne parlano a destra per esultare, a sinistra per criticare, sui giornali per informare (spesso, ahimè, anche per strumentalizzare). E' sulla bocca di tutti questa decisione. Mesi di gogna mediatica e tutto è finito all'italiana, a tarallucci e vino. La cosa più triste è che lo Stato ne esce massacrato. Con un Governo dichiaratamente partigiano (anche su questioni di così grave rilevanza decide a seconda del colore dei soggetti coinvolti, infischiandosene dell'interesse delle comunità), con un Ministro dell'Interno sbugiardato (ha affermato più volte che il Consiglio comunale sarebbe stato sciolto per l'evidenza delle prove), con un Prefetto sbeffeggiato (nonostante le numerosissime dimostrazioni che abbia addotto nel provare i condizionamenti criminosi) e con le Forze dell'Ordine ridicolizzate (nel Comitato per l'Ordine e la Sicurezza avevano documentato i fatti posti a base della richiesta di scioglimento). Crediamo che sia stata scritta una pagina dolente nella storia di questa nostra Provincia, in cui la protervia dei potenti l'ha fatta da padrone su tutto e su tutti. Ma ora tornerà tutto come prima, c0me se nulla fosse accaduto? Davvero dobbiamo rassegnarci a vedere gli intrighi, le manovre politiche e i potentati vincere sulle coscienze? Ed èpossibile che tutto ciò avvenga anche quando si discute di metodi mafiosi? No, non possiamo e non vogliamo crederlo. Certo, oggi le campane di tutte le chiese dovrebbero suonare a morto, come nella Roma del Marchese Del Grillo. Ma è necessario tentare di reagire...lo dobbiamo ai nostri figli!

Emilio Marigliani